Chiesa Valdese 2025

Cittadini per la pace

Generazioni consapevoli per un mondo migliore ed. 2025-'26

Progetto sostenuto con i fondi

Chiesa Valdese

in collaborazione con

SFIT

A.S. 2023/'24

Primarie e secondarie di I grado

A.S. 2024/'25

Secondarie di II grado e docenti 

A.S. 2025/'26

Video in fase di realizzazione

Regia, riprese e montaggio di "In arte media" di Massimo Mancini

"Generazioni consapevoli" è un progetto triennale finanziato da 8x1000 Chiesa Valdese che utilizza la metodologia e soprattutto l'etica, delle Arti Marziali tradizionali applicata allo sviluppo della consapevolezza nelle capacità personali in ambito di prevenzione e gestione di tutte le forme di violenza mondo fisico e nel mondo digitale. Coinvolge alunni della materna, della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado e anche i loro docenti, genitori e "nonni" con l'obiettivo di ricostruire un clima di cooperazione tra le diverse generazioni affinché, tutti insieme, si possa far fronte alle sfide del futuro. 
 
Attraverso il gioco, le attività in palestra e i laboratori in aula informatica, guidati dai "Mediatori in cyberbullismo e bullismo", chiunque può conoscere meglio se stesso e scoprire come essere più efficace anche in situazioni difficili.

Perché le Arti Marziali
Il termine Arte Marziale trova il suo corrispettivo giapponese nel termine Budo che esprime un concetto molto profondo da cui nascono tutte le nostre iniziative. Il termine Budo è infatti composto dal kanji Do (道), traducibile con “via”, “sentiero” o, in senso lato, “percorso di Vita”, e il kangi “Bu” (武) che nasce dalla composizione di due radicali, hoko (戈) e yamu (止), i quali, letti insieme, offrono il significato di “fermare le armi” o, in ordine inverso, “le armi fermano”. 
Il Budo è un cammino su una “via” virtuosa dove apprendere come fermare i conflitti attraverso lo sviluppo delle proprie abilità e capacità personali. Un cammino su un percorso doppio quindi, dove è possibile apprendere tecniche e strategie utili da utilizzare nel momento dell'aggressione, fisica o digitale che sia, e ricevere una educazione quotidiana alle regole del rispetto che permettono di sviluppare resilienza e assertività. 

"Cittadini per la pace" punta decisamente alla diffusione degli strumenti educativi delle Arti Marziali attraverso percorsi formativi di tipo laboratoriale ed esperienziale incentrati sullo sviluppo delle competenze personali. 
Anche in risposta alle normative vigenti, grazie ad attività di Empowerment e di educazione delle Life Skills, il progetto promuove e favorisce: 
• la crescita personale emotiva e cognitiva; 
• lo sviluppo delle competenze relazionali e prosociali; 
• la diffusione di modelli di comportamentali virtuosi tesi ad educare alla cittadinanza attiva; 
• la prevenzione al cyberbullismo e alle aggressioni nel mondo fisico e nel mondo digitale; 
• lo sviluppo delle competenze mirate alla prevenzione e al contrasto di tutte le forme di: aggressione, truffa, hate speech, adescamento ecc. anche nel mondo digitale; 
• la diffusione di conoscenze che possono aiutare gli “Over 65” a far fronte alle truffe.

Le regole

Le nostre regole

Difesa personale IST. Matteucci

Ist. Matteucci: fondamenti nella difesa personale

La conoscenza del Sé
Ogni percorso inizia dal conoscere se stessi sviluppando la capacità di riconoscere sia i propri punti di forza cognitivi ed emotivi, su cui investire le proprie energie, sia le proprie debolezze, accettandole con serenità e considerandole come punto di partenza per un miglioramento.

Competenze motorie di base

IC Gramsci: alla scoperta dell corpo

Le emozioni in situazioni di stress
Gli studenti delle scuola secondarie di secondo grado apprendono i movimenti base utili a saper reagire prontamente ad un aggressione fisica. Posizione, sguardo, spostamenti rappresentano il punto di partenza di un percorso che permette di sperimentare le emozioni che ognuno prova in una situazione di conflitto. Sempre in un clima ordinato e sereno si affrontano temi importanti quali la violenza di genere, le aggressioni, il bullismo e la violenza sulle donne.

Ist. Matteucci

Ist. Matteucci: gestione dell'aggressione

Stabilire i confini
Autoefficacia percepita, autrostima e rispetto per se stessi permettono di stabilire i confini entro i quali vogliamo vivere i rapporti interpersonali e permettono di definire in maniera chiara come gestire le relazioni interpersonali. 

I confini

Liceo Amaldi: le distanze personali

La collaborazione è la chiave del successo
"Un singolo è sempre più forte di un branco, ma una squadra è sempre più forte di un singolo"
Nel mondo fisico e, sopratutto, nel mondo digitale. Così nel gioco di squadra è possibile apprendere come affidarsi a propri compagni, imparando a considerare la squadra avversaria soltanto come uno stimolo a migliorarsi. Sopratutto il gioco di squadra insegna a riconoscersi nei propri compagni, dando valore all'esperienza fisica, comprendendo la forza delle emozioni altrui e trovando strategie di comunicazione assertive finalizzate, tutti insieme, a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Collaborare

IC Gramsci: la collaboraizone diventa un gioco

"Perché il nostro telefono a volte squilla, ma poi immediatamente smette? Cosa sa di noi un truffatore quando ci contatta? Roblox, Fortnight, Warzone sono giochi sicuri? Come funziona un'aggressione digitale? Cosa posso fare se qualcuno pubblica le mie foto senza autorizzazione?"
Queste le domande più frequenti cui abbiamo trovato risposta insieme ai ragazzi. 

"Awareness", Zanshin in giapponese, vuol dire "consapevolezza", Zanshin Tech è consapevolezza dei rischi che corriamo nel mondo digitale: della nostra esposizione alle aggressioni, all'adescamento, alle truffe online. Ma sopratutto Zanshin Tech è consapevolezza negli strumenti che abbiamo per affrontare e prevenire qualsiasi tipo di aggressore nel mondo digitale.

L'aggressione digitale

Ist. Matteucci: l'aggressione digitale

Gioia, paura, vergogna, sorpresa: le emozioni ci guidano nelle nostre scelte quotidiane, ma quando panico, ansia, rabbia, vergogna prendono il sopravvento le nostre scelte diventano istintive efrettolose, superficiali e ci fanno fare errori. Per questo le emozioni devono essere conosciute e tenute sotto controllo, sopratutto nel mondo digitale dove non esiste fretta e abbiamo tutto il tempo di fermarci ad osservare ciò che accade.
Per contrastare efficacemente un'aggressione è necessario "centrare" la mente e le emozioni per evitare gli "squilibri" che fanno il gioco dell'aggressore. Zanshin Tech insegna a combattere cyberbullismo, adescamenti, frodi digitali, ma prima di tutto insegna a sviluppare pienamente il proprio potenziale e a considerare internet semplicemente come uno strumento da utilizzare.

Password manager

Ist. Matteucci: password manager

"In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori e, in media, la maggior parte degli adolescenti trascorre dalle 3 alle 6 ore al giorno con lo smartphone" (fonte Ospedale pediatrico Bambino Gesù)

Questa è la realtà dei fatti, nonostante le norme e tutti gli studi indichino che l'eta giusta per iniziare ad utilizzare uno smatphone sia 13-14 anni. Diventa quindi necessario iniziare sin da subito a sviluppare l'attenzione dei giovani verso quei fenomeni nei quali potrebbero con ogni probabilità imbattersi sui loro device. Dall'adescamento al cyberbullismo ci saranno momenti in cui saranno da soli davanti alla luce azzurra del loro device e in pochi istanti dovranno prendere decisioni importanti alle quali vogliamo prepararli con attenzione.
Non è più tollerabile che circa il 5% degli studenti di prima media pensi che un "pedofilo" sia qualcuno che  ha problemi con i piedi.

Analisi dell'aggressione digitale

Analisi dell'aggressione digitale

Nel contesto della scuola superiore, l'alternanza scuola-lavoro rappresenta uno dei momenti più preziosi del percorso formativo. Non si tratta semplicemente di "fare esperienza", ma di costruire competenze reali in ambienti reali, sviluppando allo stesso tempo autonomia, senso di responsabilità e capacità di relazione. Il percorso Zanshin Tech incarna perfettamente questa visione perché, come per tute le Arti Marziali, si basa sul metodo della peer education — l'educazione tra pari — in cui sono gli stessi studenti, adeguatamente formati, a trasmettere conoscenze e valori ai loro coetanei.

Alternanza Scuola Lavoro (PCTO)

Alternanza Scuola Lavoro (PCTO)

Questo approccio non è solo innovativo: è efficace. I ragazzi si riconoscono in chi parla la loro lingua, condivide le loro esperienze digitali e conosce dall'interno i rischi che si incontrano ogni giorno online. Il messaggio arriva in modo più diretto, autentico e duraturo rispetto a una lezione tradizionale.
Per gli studenti che diventano "educatori", il guadagno è doppio: consolidano le proprie competenze tecniche e sviluppano capacità comunicative, empatia e leadership — qualità che nessun manuale può insegnare da solo.

Dalle conoscenze alla competenze

Safer Internet Day 2026 al Liceo Amaldi

Il percorso forma gli studenti su temi concreti e urgenti: 
• Comprendere le architetture di rete e il funzionamento di Internet 
• Gestire in modo consapevole la diffusione di informazioni online 
• Riconoscere le forme più comuni di aggressione digitale: cyberbullismo, adescamento, stalking, truffe, furto di identità 
• Controllare le proprie emozioni di fronte a una situazione di pericolo digitale 
• Costruire e proteggere la propria identità digitale 
• Prevenire e gestire le aggressioni legate alla condivisione di informazioni 
Tutto questo avviene nel rispetto delle Regole del Dojo, la prima delle quali è fondamentale: "Non usare ciò che si impara per fare del male". Come nelle arti marziali, la conoscenza è uno strumento di protezione, non di offesa.

Peer Education

Zasshin Tech e la peer education

L'alternanza scuola-lavoro, vissuta attraverso Zanshin Tech, offre agli studenti qualcosa di raro: la possibilità di diventare agenti attivi del cambiamento nella propria comunità, a partire dai banchi di scuola.

La famiglia nel mondo digitale: presenza necessaria, assenza preoccupante 
Quando si organizza un incontro sulla sicurezza online, sul cyberbullismo, sull'adescamento digitale o sull'uso consapevole dei social media, accade quasi sempre la stessa cosa: le sedie rimangono vuote. O quasi. Chi lavora nell'educazione lo sa bene: i genitori — i primi e più importanti educatori dei propri figli — sono spesso i grandi assenti dagli eventi dedicati proprio a loro. 

Eppure i dati impongono una riflessione urgente. I numeri che non possiamo ignorare Nel 2024 i casi di cyberbullismo trattati dalla Polizia Postale sono aumentati del 12%, passando da 284 a 319. La fascia d'età più colpita è quella tra i 14 e i 17 anni. Nello stesso anno sono stati 2.809 i casi di pedopornografia online, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente. In aumento anche i casi di adescamento online, 370 in tutto, con un +5% rispetto al 2023 — e questa volta la fascia più colpita è quella tra i 10 e i 13 anni. Save the Children Sono bambini. Sono i nostri figli. E spesso affrontano tutto questo da soli. La famiglia delega, ma la delega non basta 

Uno degli elementi più critici del panorama educativo attuale riguarda la difficoltà delle figure adulte a svolgere un'adeguata funzione di supporto emotivo e di mediazione tra i ragazzi e il mondo digitale. La vita online concorre oggi in modo determinante alla formazione emotiva degli adolescenti. State of Mind Eppure, di fronte a questa realtà, la risposta più comune delle famiglie è quella di affidarsi ad altri: alla scuola, alle associazioni, agli esperti. Questi soggetti svolgono un ruolo prezioso e insostituibile. Ma non possono — e non devono — sostituire la famiglia. Il ruolo dei genitori e degli adulti di riferimento è determinante per un utilizzo sicuro e critico della rete e per la prevenzione di rischi come il cyberbullismo e altre forme di violenza online. 

Il compito più alto di un genitore è quello di accettare il ruolo di guida, anche quando comporta conflitto. Perché l'amore autentico passa, spesso, proprio da lì. 

Un'assenza che ha un costo Il crescente disagio giovanile — episodi di violenza, isolamento, disturbi dell'umore, suicidi — non può essere letto come un fenomeno indipendente dalla qualità della presenza adulta nella vita dei ragazzi. In Italia circa un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni, una tendenza in costante aumento. Eppure pochissimi genitori sanno davvero cosa fanno i propri figli online, quali piattaforme frequentano, con chi parlano, a quali contenuti sono esposti. 

Come osservato nel progetto Wonderland di ASD APS Il Ponte: i nostri figli, ogni giorno, conoscono nuovi amici sulle piattaforme di gioco. Ma noi non siamo lì con loro. Se cadono e si fanno male non siamo presenti a soccorrerli. Se incontrano persone che non ci piacciono non possiamo intervenire. Sono soli, con i loro nuovi amici virtuali. ilponteroma Wonderland: un'occasione per i genitori 

È in questa cornice che si inserisce il ciclo di incontri gratuiti "Internet: viaggio (consapevole) nel Paese delle Meraviglie", promosso da ASD APS Il Ponte nell'ambito del progetto Wonderland. Quattro appuntamenti pensati per i genitori di bambini e ragazzi della scuola materna e dell'obbligo, con un obiettivo chiaro: restituire alla famiglia gli strumenti per tornare protagonista dell'educazione digitale dei propri figli. I temi affrontati coprono le sfide più urgenti del mondo digitale odierno: 
"Manuale d'uso per superpoteri" — regole e strumenti per un uso sicuro di Internet, dalla gestione dei rischi alla protezione dell'identità digitale.
"La saggezza del Grillo Parlante" — l'influenza di smartphone e social sullo sviluppo cognitivo dei ragazzi, e come prevenire dipendenze e isolamento.
"Il Lupo Cattivo gioca a Roblox" — adescamento e pedofilia online: cosa succede davvero sui giochi e sulle piattaforme che i nostri figli frequentano ogni giorno.
"Le due facce del Genio della lampada" — potenzialità e rischi dell'Intelligenza Artificiale, tra opportunità straordinarie e pericoli sottovalutati. 

Non si tratta di corsi tecnici per esperti. Si tratta di incontri pensati per genitori comuni, per chi vuole capire il mondo in cui i propri figli crescono e accompagnarli con maggiore consapevolezza. Tornare presenti Promuovere una cultura digitale consapevole significa investire nel futuro delle nuove generazioni, affinché possano vivere il web come uno spazio di crescita, condivisione e rispetto reciproco. Minori Ma questo non è possibile senza la famiglia. Nessuna scuola, nessun esperto, nessun progetto educativo può sostituire la presenza di un genitore che conosce il mondo digitale dei propri figli, che fa domande, che stabilisce regole condivise, che sa riconoscere i segnali di un disagio prima che diventi emergenza.

 La prossima volta che viene organizzato un incontro su questi temi, quella sedia vuota ha un nome. È il tuo.

Truffe agli anziani: conoscere per difendersi. Il metodo Zanshin Tech.
 I numeri sono allarmanti. Secondo il Rapporto Eurispes Italia 2025, le vittime di truffa over 65 hanno raggiunto quota 42.890 nel 2024, con un aumento del 15,58% rispetto all'anno precedente. In costante crescita anche le vittime di truffe online nella stessa fascia d'età, arrivate a 25.440 casi. 50epiu.it La fascia tra i 65 e i 70 anni è la più colpita in Italia, secondo il Ministero dell'Interno, e il fenomeno si sposta sempre più verso Internet. 
Ma c'è un dato che spesso non emerge dalle statistiche: molte vittime non denunciano. 
La difficoltà di sporgere denuncia, causata dal senso di umiliazione e da fattori culturali, aumenta il rischio di isolamento sociale Editoriale Domani, trasformando la truffa in una doppia ferita — economica e psicologica. 

Perché gli anziani sono nel mirino
 I truffatori scelgono le loro vittime con precisione. Gli over 65 sono spesso percepiti come più isolati, meno familiari con le tecnologie digitali e più vulnerabili alla manipolazione emotiva. Le tecniche più diffuse — phishing, smishing, vishing, la truffa del "parente in difficoltà", i falsi operatori a domicilio — fanno leva su emozioni precise: paura, ansia, urgenza, senso del dovere verso i propri cari. Le truffe che sfruttano l'intelligenza artificiale, come la clonazione della voce di un familiare, sono aumentate del 456% tra maggio 2024 e aprile 2025 rendendo questi attacchi sempre più difficili da riconoscere. 

La risposta: consapevolezza emotiva e conoscenza tecnica 
Difendersi dalle truffe non significa solo conoscere le tecniche dei truffatori. Significa soprattutto imparare a riconoscere quello che succede dentro di noi nel momento in cui veniamo manipolati. Paura, panico, vergogna: sono le stesse emozioni su cui i truffatori contano per impedirci di pensare con lucidità.

Il laboratorio Zanshin Tech — 12 ore di formazione pratica — affronta entrambe le dimensioni. Da un lato, illustra in modo semplice i meccanismi delle truffe più diffuse: phishing, smishing, vishing, la truffa dello specchietto, la richiesta di aiuto fraudolenta. Dall'altro, introduce tecniche concrete di gestione emotiva, per riconoscere il momento in cui la paura prende il sopravvento e recuperare la lucidità necessaria a non cadere nella trappola. Il percorso include anche un'introduzione all'uso base dei dispositivi digitali e alle principali misure di cybersecurity per proteggere identità digitale, conto corrente e posta elettronica: strumenti essenziali in un'epoca in cui la vita online è ormai parte integrante di quella quotidiana.

Il valore della peer education: da difesi a difensori Ciò che rende il metodo Zanshin Tech davvero efficace è la sua filosofia di fondo: chi impara, insegna. Gli over 65 che hanno partecipato al laboratorio non sono stati semplici destinatari di un corso. Sono diventati agenti attivi della propria comunità, capaci di trasmettere ai loro coetanei — con il linguaggio dell'esperienza vissuta — le competenze per riconoscere e neutralizzare le truffe più comuni. Questo approccio, già sperimentato con successo nel contesto della cyber education tra i giovani, si rivela ancora più potente tra gli adulti maturi: la credibilità di chi parla da pari, da chi ha affrontato le stesse paure e gli stessi dubbi, vale molto più di qualsiasi manuale. 

Conoscere i meccanismi delle truffe; controllare le proprie emozioni; condividere ciò che si è imparato. Sono questi i tre pilastri di una difesa che non si esaurisce in un corso, ma diventa parte di uno stile di vita consapevole.

Dalla costruzione del gruppo classe alla lettura dei segnali che possono lasciar intuire lo sviluppo di dinamiche conflittuali, oggi gli insegnanti possono essere pronti ad accompagnare la crescita degli alunni in ogni fase del loro sviluppo. Possono sostenere i genitori nel loro ruolo educativo, fornendo con competenza indicazioni che tengono conto di un contesto sociale in continuo e rapido mutamento, recuperando quel ruolo sociale di guide e mentori che per propria natura appartiene alla professione di docente. 

Il rispetto

Formazione docenti: il saluto tra i docenti

Dal cyberbullismo all'adescamento, dalle relazioni con i compagni di classe all'autolesionismo e all'isolamento. La piataforma SHIN - Social Health INterview ci permette di conoscere in anticipo le paure, i disagi e le difficoltà che i nostri studenti affrontano quotidianamente, in modo da essere sempre pronti a rispondere efficacemente ai loro bisogni. È uno strumento potente che permette di avere in tempo reale una visione chiara dei fenomeni rilevanti che si verificano tra studenti, docenti e genitori.

Rischio specifico

Fattore di rischio specifico per area e classe

Rischio medio

Fattore di rischio medio per area e classe

Analisi classe

Analisi dei dati classe suddivisi per area

Analisi risposte

Analisi dettagliata delle risposte e incidenza sul totale

SHIN - Social Health INterview è una intervista che, pur proteggendo l'anonimato degli utenti, ci consente di restare vicini ai loro bisogni e di trattare i temi in cui ci raccontano essere in difficoltà. In questo modo è sempre possibile individuare le vie di uscita da problemi che, a volte, sembrano insormontabili. Shin è uno strumento potente che permette di avere in tempo reale una visione chiara dei fenomeni rilevanti che si verificano tra studenti, docenti e genitori e che da la possibilità di essere vicino a chi ne ha bisogno rispettando la privacy , ma sempre con spirito "I shin de Shin": da cuore a cuore.

L'opinione dei docenti
Il raggiungimento degli obiettivi è per noi una priorità e per questo abbiamo sviluppato un metodo di monitoraggio che permette di verificare il lavoro svolto in modo da poter adattare i programmi di lavoro ai contesti in continua evoluzione. Al termine di ogni ora di laboratorio i "Mediatori in cyberbullismo e bullismo" stendono delle relazioni dettagliate e, alla chiusura di ogni ciclo di incontri nelle classi, i docenti compilano una scheda di valutazione che ci aiuta a correggere eventuali problematiche riscontrate e a migliorare le performance nei progetti successivi.
Di seguito una delle tante recensioni ricevute a fine progetto da parte delle insegnanti che hanno collaborato con entusiasmo ai nostri laboratori:

Valutazione 01

Tanti commenti positivi e, tra tutti, unica valutazione spesso insufficiente, per tutti i cicli di studio, è stata la "durata del progetto". Insegnanti e studenti ci hanno chiesto di tornare ancora per approfondire i tanti temi affrontati in classe. Stiamo già lavorando con i Dirigenti degli istituti per trovare delle forme di collaborazione finalizzate a far diventare le nostre metodologie parte dei percorsi di Educazione Civica e percorsi validi per i PCTO, alternanza scuola lavoro, per gli studenti del triennio delle scuole superiori.  

Valutazione dei percorsi formativi per docenti

Valutazione 02

Progetto realizzato presso 

IST Amaldi

Via Domenico Parasacchi, 21, 00133 Roma RM rmis069006@istruzione.it - liceo-amaldi.edu.it

ITCG Matteucci

Via delle Vigne Nuove 262, 00100 ROMA (RM) rmic8cx00e@istruzione.it - rmis126005@istruzione.it

IC Bernardini

Via Laurentina, 710 00143 - Roma rmic8cx00e@istruzione.it www.icdomenicobernardini.edu.it

IC Pallavicini

Via Don Pasquino Borghi 165 00144 Roma rmic8b0005@istruzione.it - www.icpallavicini.edu.it

IC colombo

Via dell'Ippocampo, 41 - Fiumicino
rmic83800a@pec.istruzione.it www.iccolombo.edu.it

IC Gramsci

Via Affogalasino, 120 00148 - Roma rmic8b800q@istruzione.it www.istitutocomprensivogramsci.edu.it