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IC Bernardini

Le Arti Marziali nel mondo della Scuola

Per raccontare l'importanza delle Arti Marziali nel mondo della Scuola partiamo dalla definizione stessa del termine "Arte Marziale" che, come scopriremo, nella lingua e nello spirito giapponese ha un significato molto diverso da quello cui TV e cinema ci hanno abituato.

I termini che prendiamo in prestito dalla lingua giapponese sono "Bu Jutsu", Arte Marziale, e "Budo", "Via  Marziale". Il termine "Jutsu" possiamo tradurlo con "tecnica" (anche se in realtà ha un significato molto più ampio ed interessante), ma per ora ci concentriamo sulla parola "Budo" ovvero "Via Marziale". Questa la lettura dalla scomposizione originale dei Kanji Giapponesi:


Il kanji "BU" è composto da due radicali: Hoko e Yamu. Nella lingua e nello spirito Giapponese, quindi, la parola "Budō" assume il senso di un "percorso di vita orientato a fermare i conflitti"

Praticare le Arti Marziali nella scuola
Il saluto
Regole 1

1. Le regole di comportamento
Prima di ogni allenamento incontriamo gli alunni dei nostri corsi nelle loro classi dove trascorriamo un po' di tempo riflettendo sulle regole di comportamento che chiediamo di rispettare per la pratica delle Arti Marziali:

1. Non attaccare
Qualunque cosa impariamo nella pratica delle Arti Marziali non dovrà mai essere utilizzata per fare del male agli altri.

2. Rispetto
Il rispetto si deve prima di tutto a noi stessi, poi al nostro prossimo, ai genitori e agli insegnanti, al mondo che c i circonda.
3. Servizio e disponibilità
"Samurai", nella lingua giapponese, vuol dire "servitore". Un Samurai deve essere sempre pronto a mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze e abilità.
4. Mantieni sempre l'eleganza del poeta e lo spirito del drago
Ci alleniamo per diventare sempre più capaci ed abili in tutto ciò che facciamo e siamo sempre pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà, ma manteniamo sempre il sorriso e l'eleganza di un poeta anche nelle situazioni più difficili.
5. Lascia il Dōjō migliore di come lo hai trovato
Il Dōjō è il luogo dove si "Pratica la Via" ed è in ogni luogo dove facciamo esperienze che ci fanno crescere: la palestra, la nostra casa, il nostro giardino, la via in cui abitiamo, un prato dove giochiamo...  È nostro dovere rispettare ogni luogo e, se possibile, migliorarlo dopo il nostro passaggio riportando ordine dove ordine non c'era.

Tutte le attività c he proponiamo , dalle storie che raccontiamo ai ragazzi per motivarli e coinvolgerli, ai percorsi, alle gare e ai giochi, ruotano intorno a queste cinque regole che vengono condivise, discusse e, pian piano, interiorizzate da tutti, alunni ed insegnanti. Poi, in palestra, tutto il nostro lavoro è studiato per sviluppare attraverso attività mirate e coinvolgenti, le Life Skills emotive, cognitive e relazionali, che consideriamo il bagaglio di competenze fondamentali di ogni "Guerriero" moderno .

Il percorso
In presa

2. Sviluppare le capacità psicofisiche e la determinazione
Il linguaggio del corpo è semplice e diretto ed è un canale di comunicazione straordinario per raggiungere il cuore di giovani ed adulti. Il nostro lavoro parte  dallo sviluppo delle capacità motorie di base, in relazione alle fasi sensibili legate all'età dei nostri allievi, e mira sviluppare oltre alle competenze motorie, anche e soprattutto determinazione ed autostima. Spesso utilizziamo circuiti psicomotori che ci offrono anche la possibilità di introdurre gli alunni a tecniche di respirazione per il controllo delle emozioni e a strategie di gestione delle criticità che poi riportano facilmente nella loro vita quotidiana.

Il percorso 2
Matematica sul percorso

3. Le capacità relazionali e l'empatia
Nelle Arti Marziali l'empatia si apprende condividendo con il proprio compagno di allenamento tutte le emozioni: gioia, timore, ansia, esaltazione, paura, compassione, coraggio... Durante un "combattimento" tutte queste emozioni devono essere tenute sotto controllo e si diventa immediatamente consapevoli che il nostro compagno le sta condividendo con noi. Così un semplice gioco diventa un momento importante per conoscere se stessi attraverso gli occhi dell'"altro", affidandosi alla guida degli insegnanti, fondamentale per rielaborare vittoria e sconfitta in chiave sempre costruttiva. Per questa ragione gli insegnanti delle classi con cui lavoriamo collaborano sempre attivamente ai nostri progetti, apprendendo strategie educative e metodologie tipiche del mondo delle Arti Marziali, ma efficaci in tutti i contesti educativi.

Combattimento con le mollette
Combattimento

4. Tecniche e strategie per il successo
La conoscenza di sè stessi e delle proprie potenzialità che si sviluppa attraverso un percorso di esperienze porta i nostri giovani allievi ad aumentare gradualmente la fiducia in se stessi fino a motivarli ad affrontare efficacemente qualsiasi difficoltà, commisurata con il loro livello. Tecniche e strategie che insegniamo, in questo percorso, sono soltanto strumenti utili a superare le difficoltà; strumenti che, in contesti diversi, guidati da una volontà determinata, possono essere sostituiti con altri strumenti più efficienti. Così un avversario da affrontare con "consapevolezza" durante un gioco con le mollette diventa metafora delle tante situazioni difficili che nella vita si dovranno affrontare sempre con coraggio, correttezza e a testa alta.

Prepararsi a combattere
Prepararsi

5. L'autostima
L'autostima nasce anche dalla stima e dalla fiducia che gli altri ripongono in noi. Quando ci viene affidato qualcosa di importante sentiamo la fiducia di chi ce lo consegna, per questo ci comportiamo con attenzione seguendo le regole che ci vengono indicate. Impariamo così che anche gli "oggetti" devono essere rispettati per ciò che sono e che non esistono "cose", ma solo "strumenti" che acquistano, o perdono, valore solo in relazione all'uso che noi ne facciamo. 

La spada
Bo jutsu

6. Prepararsi al mondo digitale
Le Arti Marziali preparano i praticanti ad affrontare con consapevolezza, competenza e lucidità qualsiasi tipo di difficoltà. Nei nostri percorsi introduciamo i nostri ragazzi a muoversi in sicurezza anche nel mondo digitale grazie alla disciplina dello Zanshin Tech, ampiamente descritta nelle pagine dedicate del sito.

La rete
Cerchio

7. La formazione degli operatori
Tutti i progetti nelle scuole sono seguiti da operatori professionisti e insegnanti di Arti Marziali riconosciuti dagli Enti di Promozione Sportiva del CONI certificati come "Mediatori in bullismo e cyberbullismo" (D.LGS 13/2013 e Dir. 170/2016) attraverso la SFIT - Scuola di Formazione Insegnanti e Tecnici. Ogni attività viene preceduta da una fase di screening e di osservazione, condotta anche attraverso la piattaforma SHIN - Social Health INterview, grazie alla quale è possibile individuare le strategie più efficaci in relazione alle esigenze di ogni gruppo-classe. Tutte le fasi dei progetti vengono sempre condivise con i docenti delle classi ai quali viene sempre richiesto un ruolo attivo nelle iniziative.

Your image

La formazione degli insegnanti
Attraverso la SFIT - Scuola di Formazione Insegnanti e Tecnici, partner della ASD APS Il Ponte - Garyuan Dojo Roma, gli insegnanti scolastici hanno la possibilità di seguire corsi di formazione sulle nostre metodologie riconosciuti dal MIUR (Dir 170/2016) e rendicontabili con Carta del Docente:
1. Gestione della classe e del comportamento disturbante - Met. Katayama
2. Conoscere, prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo - Zanshin Tech
3. Consulente mediatore in cyberbullismo e bullismo

Formazione insegnanti
Formazione insegnanti

8. Un ringraziamento speciale
alla dirigente Daniela Marziali dell'I.C. D. Bernardini e a tutto il personale scolastico, docenti e collaboratori, che dal 2014 per primi hanno colto il senso e le potenzialità della nostra proposta educativa e da allora, anche con grandi sacrifici, continuano ogni anno ad accoglierci nei plessi scolastici del Laurentino 38 per lavorare con i ragazzi. La loro lungimiranza, diponibilità e collaborazione ci ha permesso di affrontare con successo tante "situazioni difficili" permettendoci sempre di donare un sorriso (che ci dispiace non potervi mostrare nelle foto) ai nostri ragazzi. Grazie a loro, oggi, lavoriamo in tante scuole con altri dirigenti ed insegnanti che hanno seguito il loro esempio.

Nella Katayama Ryu, la scuola cui si ispira tutto il nostro lavoro, usiamo dire "Bu, l’Arte Marziale, è la forza militare che si estingue naturalmente" (Jirinden, Vol.1, Heishū-Jirin-Jo). Ciò vuol dire che se saremo bravi nella nostra opera di educazione e prevenzione presto non ci sarà più bisogno del nostro lavoro nelle scuole perché avremo trovato un modo per prevenire i problemi prima che si manifestino.
È solo un sogno?